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Evidenze scientifico-cliniche del Metodo Di Bella ed inadeguatezza della sperimentazione del 1998

Sono ormai ampiamente confermate le basi scientifiche ed il riscontro clinico del Metodo Di Bella da pubblicazioni scientifiche reperibili presso la più prestigiosa banca dati medico-scientifica mondiale, ovvero PubMed-Medline ( www.ncbi.nlm.nih.gov ). In data odierna (Dicembre 2005) sono più di 40.000 le pubblicazioni che espongono la validità dell’attività antitumorale dei singoli componenti della Multiterapia del Professore. Riguardo ad esempio la sola somatostatina, digitando “somatostatin or octreotide in cancer therapy” si possono reperire oltre 23.000 pubblicazioni comprovanti l’effetto antineoplastico di questi due principi attivi facenti parte del protocollo. Tra questi lavori spiccano quelli del Premio Nobel per la Medicina Schally. Si aggiunga inoltre che le pubblicazioni scientifiche riguardanti i singoli principi attivi del MDB hanno subito dal 1997 (anno in cui è esploso il caso Di Bella) un vertiginoso incremento numerico in continua crescita.

A questi dati va aggiunta inoltre la recente pubblicazione sulla rivista scientifica americana “Cancer Biotherapy & Radiopharmaceuticals” relativa alla casistica di “linfomi non-Hodgkin” trattati con il MDB che ha mostrato risultati ampiamente superiori rispetto al trattamento con chemioterapia. E’ imminente inoltre la mia pubblicazione di una casistica di carcinomi polmonari al III e IV stadio che ha mostrato una mediana di sopravvivenza nettamente superiore rispetto a quelle riportate dalla terapia tradizionale.

A questo punto risulta alquanto palese il contrasto tra i dati obiettivi rilevati e quelli ricavabili dai risultati ottenuti dalla sperimentazione effettuata nel 1998. E’ quindi doveroso riportare una sintetica rassegna dei limiti e le anomalie rilevabili con comprovata ed adeguata documentazione nel disegno e nella conduzione della sperimentazione del MDB:

1) I criteri di arruolamento furono assolutamente antitetici ai postulati basilari del MDB. La quasi totalità dei pazienti arruolati aveva infatti una aspettativa di vita fra gli undici giorni ed i tre mesi; essi erano inoltre stati precedentemente sottoposti senza successo a trattamenti chemio-radioterapici provocando quindi una insensibilità e resistenza ai principi attivi del MDB.

2) Somministrazione di farmaci scaduti a 1048 pazienti. Ciò è documentato dal verbale dei NAS a suo tempo redatto.

3) Somministrazione di una sostanza tossica e cancerogena quale l’acetone per incompetenza nella tecnica di preparazione della miscela dei retinoidi.

4) Somministrazione di solo quattro dei sette farmaci componenti i protocolli prescritti dal professor Di Bella per la sperimentazione.

5) Mancanza di profonda conoscenza dei meccanismi funzionali del MDB da parte degli sperimentatori.

6) Atteggiamento di conflitto a priori riguardo al MDB da parte degli sperimentatori.

7) I criteri di scelta della progettazione e degli obiettivi della sperimentazione riferiti ai parametri del National Cancer Institute risultarono inadeguati al fine di dimostrare un riscontro scientifico e clinico attendibile.

8) Un articolo apparso sul “British Medical Journal” ha definito errati i criteri di valutazione nei confronti del Metodo Di Bella in quanto erano stati applicati ad una terapia biologica antiangiogenetica ed antiproliferativa i criteri ed i tempi adatti solo ed esclusivamente alle terapie correnti di tipo citotossico e citolitico. Il MDB mira certamente alla riduzione della massa neoplastica, ma ha come obiettivo primario il miglioramento delle condizioni cliniche e l’aumento del periodo di sopravvivenza.

9) La miscela dei retinoidi fu strutturata erroneamente nelle proporzioni fra i componenti e con dosaggi inferiori rispetto a quelli fissati dal professore.

10) La mancanza di somministrazione della somatostatina con temporizzatore nella gran parte dei pazienti. Ciò provocò non soltanto la minor efficacia dell’azione farmacologica della somatostatina e dei suoi derivati, ma anche quei disturbi di tipo gastroenterico elencati poi impropriamente come complicanze tossiche del MDB.

11) Contrariamente alla normativa internazionale gli sperimentatori non hanno dichiarato e firmato l’assenza di conflitto di interesse finanziario o ideologico. Ciò va a ribadire quanto detto in precedenza al punto sei.

12) La riprova della inadeguatezza della sperimentazione è evidenziata dalla presenza già nel 1997 di un numero notevole di pubblicazioni comprovanti l’efficacia dei singoli componenti del MDB che non sono stati presi con sufficiente considerazione.

La definitiva dimostrazione della validità del Metodo Di Bella è rafforzata inoltre dalle numerose sentenze giudiziarie che hanno condannato le ASL alla rifusione delle spese sostenute dai pazienti per l’acquisto dei medicinali del MDB.