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Metodo Di Bella

Dott. Achille Norsa con il Prof. Luigi Di BellaPrimo Congresso Nazionale sulla melatonina (Reggio Calabria 25/01/1997)
Nella foto il Dott. Achille Norsa assieme al Prof Luigi Di Bella.

 

Questa sezione comprende una sintetica spiegazione della logicità e della rigorosa razionalità dell'impiego da parte del Prof. Di Bella di ogni singolo componente della Sua multiterapia, il concetto di sinergismo di una multiterapia, come sta chiaramente emergendo da una rassegna della letteratura medico scientifica mondiale. E' privo di senso e ingenuo ipotizzare l'individuazione di un unico utopistico farmaco che intervenga su tutte le fasi e i componenti delle molteplici, varie, mutevoli catene eziopatogenetiche dell' insorgenza, progressione, proliferazione, metastatizzazione del processo neoplastico.

Metodo Di Bella: come funziona e in cosa consiste

Si possono trarre moltissimi elementi che comprovano una intuizione da sempre addotta dalla medicina, e cioè che esistano naturalmente nel nostro organismo dei meccanismi di difesa contro la malattia tumorale. L’etiopatogenesi tumorale è molto complessa, cointeressando fattori “costituzionali” (quali predisposizioni genetiche), e fattori ambientali (infezioni virali e retrovirali, alterazioni dietetiche, variazioni di abitudini di vita, esposizione ad agenti fisici e chimici).
Le conseguenze di tutte queste condizioni favorenti l’instaurarsi e l’accrescimento del tessuto tumorale, sono una alterazione dell’omeostasi dell’organismo, cioè dell’equilibrio di tutte quelle strutture e di quegli elementi bioumorali che si sono dimostrati essenziali nell’impedire il sopravvento dell’accrescimento delle cellule neoplastiche sulle cellule sane.

Abbiamo compreso come questi meccanismi si possano collegare con delle fini modificazioni biomolecolari, che portano a delle modificazioni dei processi di interazione fra strutture, e in ultima analisi all’alterazione di certe funzioni biologiche.
La maggiore incidenza delle malattie tumorali nei paesi più evoluti industrialmente si spiega meglio alla luce di quanto è stato esposto sopra.
Abbiamo visto come una vita stressante dal punto di vista fisico e psichico possa essere determinante in queste malattie, come pure le alterazioni del ritmo sonno-veglia che comportano le attività lavorative notturne, le conseguenze delle terapie antibiotiche indiscriminate ad alte dosi, quelle dei campi elettromagnetici, degli addittivi chimici negli alimenti, della elaborazione industriale degli alimenti, che porta alla completa privazione di quelle vitamine che risultano essenziali nel normale funzionamento dell’organismo.
Tuttavia tutti questi principi non si spiegherebbero intimamente, apparendo come dei semplici enunciati, se non si prendesse in considerazione il grande numero di lavori scientifici del Prof. Di Bella, conseguente alla sua intuizione geniale che vi fosse una correlazione tra le “abenule” e la “produzione di piastrine”.

L'idea gli venne dalla constatazione di una emorragia cerebrale a livello ipotalamico di un bambino di 7 anni, deceduto conseguentemente ad una leucemia. L’intuizione che vi fosse una relazione tra sistema nervoso centrale e la produzione di piastrine a livello midollare , spinse il Professore ad approfondite ricerche di laboratorio, che furono coronate dal successo, e per la prima volta nel 1969, come abbiamo visto, furono presentate al Congresso di Alghero della S.I.B.S. (Società Italiana di Biologia Sperimentale), ottenendo le lodi del Professor Giuseppe Moruzzi, uno dei nomi allora più insigni della Fisiologia italiana.

La melatonina fu scoperta da Lerner nel 1958, definita come l’ormone che schiariva la pelle degli anfibi; fu dimostrata dal Professor Di Bella essere il mediatore chimico elaborato dalla ghiandola pineale, responsabile di tutti quei meccanismi fisiologici visti sopra, che hanno come fine principale quello di assicurare la produzione da parte del midollo di piastrine e globuli rossi, di regolare i leucociti nei loro rapporti, e comunque di presiedere con molteplici effetti all’equilibrio omeostatico dell’organismo.

Nel Congresso di Fisiologia di Palermo del settembre 1971 sono stati presentati dal Professor Di Bella ulteriori lavori, riguardanti la “Dinamica Megacariocitica e Piastrinemica dopo trattamento con melatonina”, i “Rapporti fra emopoiesi e piastrinopoiesi”, e le ricerche di “Dinamica Midollare”.

Nel Dicembre 1973 il Prof. Di Bella tenne una conferenza presso la Società Medico Chirurgica di Bologna, pubblicata sul Bollettino delle Scienze Mediche (Organo della Società e Scuola Medico-Chirurgica di Bologna), sugli orientamenti fisiologici nella terapia delle emopatie. In questo lavoro di carattere clinico venne messa in evidenza l’influenza positiva della Melatonina nella cura delle emopatie, con i relativi meccanismi d’azione.

Nel 1981 a Giessen, come già abbiamo accennato, in occasione del Secondo Congresso dell’Euopean Pineal Study Group, il Prof. Di Bella presentò ulteriori lavori di approfondimento sui “Meccanismi molecolari della trombocitopoiesi operata dalla Melatonina”, sul cambiamento di abitudini alimentari dopo asportazione della Pineale”, e sulla “ Fisiologia comparata dei fotorecettori pineali”.

Nel 1991 a Bowral in Australia in occasione del 13° Simposio della Società Internazionale di Neurochimica il Prof. Di Bella presentò un lavoro di decisiva importanza sulle ”Interrelazioni biologiche tra Melatonina e Serotonina”: in questo lavoro, oltre ad approfondire il meccanismo d’azione della melatonina nella piastrinogenesi, trattò della utilità terapeutica della Melatonina in alcune malattie del sistema nervoso, ed in particolare nella terapia del cancro, occupandosi dell’efficacia della Melatonina attraverso l’influenza sulla regolazione della Trascrizione e Traslocazione del Growth Factor (GH).

L’associazione contemporanea di Retinoidi e Tocoferolo, SRIF (Somatotrophic Realase Inibiting Factor) e PIF, ha contribuito a migliorare i risultati terapeutici nei pazienti direttamente seguiti clinicamente dallo stesso Prof. Di Bella.

Abbiamo poi accennato ai lavori presentati dallo stesso Professore nel 1997 al Congresso Internazionale di Scienze Fisiologiche di S. Pietroburgo, e successivamente nell'Agosto 1998 ad Amburgo all’Hanseatic Endocrine Conference sulle Citocalasine.

Numerosissimi sono i lavori originali presentati su riviste di Fisiologia, di Biologia sperimentale, di Neurofarmacologia, che dimostrano la continuità dei suoi studi sui meccanismi etiopatogenetici e terapeutici del cancro, e numerosi sono stati i consensi conseguiti nei vari Congressi, come quello di Kyoto nel 1975 presso la Southern Illinois University di Edwardsville, dove il Prof. Di Bella al termine di un Seminario sulla Regolazione neuro-ormonale delle piastrine, fu molto elogiato dal prof. Donald G. Myer, che così si espresse: “Il Porf. Di Bella ci ha fatto conoscere delle preziosissime scoperte, che devono essere comunicate con la massima urgenza al mondo accademico”.

Il capitolo sulla “Melatonina nella trombocitogenesi”, trattato dal Prof. Di Bella e compreso nel volume “The pineal Gland and Cancer”, edito da Russel J. Reiter, portò a delle notevoli acquisizioni sulla irrorazione ed innervazione midollare, e sul meccanismo della trombocitogenesi.

Tutte queste considerazioni ci portano a trarre delle conclusioni molto importanti: la terapia biologica del cancro poggia su delle basi scientifiche solide e comprovate ed è materia di notevole complessità, perché presuppone una cultura specifica comprendente la fisiologia e la biologia molecolare, la chimica farmacologica, oltre che la clinica.

La ricerca in questo campo non è arrivata a risultati definitivi, ma rappresenta una nuova e originale possibilità in campo farmacologico e clinico per affrontare una malattia estremamente grave, quale il cancro. La malattia tumorale ha come caratteristica quella di essere proteiforme, e mai uguale a se’ stessa nel tempo. Data la complessità e la multifattorialità della sua etiopatogenesi, è impensabile sperare di poter vincere tale malattia con un solo farmaco, o con un insieme omogeneo di rimedi fisici o chimici.

La terapia biologica rappresenta un nuovo punto di partenza, su cui puntare tutti gli sforzi per la ricerca in campo oncologico nel 3° millennio.

Altra caratteristica importante di questa terapia è che non è standardizzabile: i pazienti tumorali sono tutti speciali ed originali, perché sono diversi per età, per sesso, per reattività biologiche, per patologie collaterali, e per terapie precedentemente seguite.

Si presuppone pertanto che il clinico che pratichi detta terapia sia tendenzialmente un ottimo clinico, e che oltre che nel campo strettamente specifico si sappia destreggiare in campo farmacologico, e che abbia un notevole bagaglio culturale teorico di base in fisiologia.

E’ impensabile il voler affrontare la malattia tumorale secondo questi nuovi principi in modo schematico protocollare, quando è noto che il malato neoplastico può avere sintomatologie svariate, complesse e variabili nel tempo.

L’intento ultimo di questa pubblicazione è quella di far intendere che di fronte alla malattia neoplastica in modo particolare è necessario rivestirsi di umiltà.

“Ignoramus, ignorabimus” è un aforisma del Prof. Di Bella; esso sta ad indicare che il medico saccente è il più temibile. La realtà delle strutture biologiche è talmente complessa, che mai si saprà abbastanza per essere sicuri di agire nel migliore dei modi in campo terapeutico.

La validità del metodo terapeutico biologico in campo oncologico è direttamente proporzionale alla versatilità del medico.

Lo studio della medicina è uno dei più appassionanti e stimolanti per ritrovare nuove strategie.

La terapia biologica dei tumori fa parte di queste novità; come abbiamo potuto dimostrare, essa ha delle radici scientifiche consolidate, e rappresenta sicuramente la strada nuova per le ricerche in questo importante settore della medicina.

Una conferma della sensibilizzazione del mondo scientifico in questo campo ci viene dalla vastissima letteratura di questi ultimi anni sul meccanismo d’azione e sul risultato terapeutico degli elementi, che fanno parte della terapia biologica, isolati o in associazione.

Un’ultima cosa da non sottovalutare è la preparazione dei farmaci della terapia biologica: è stata stabilito non a caso un esatto dosaggio, un esatto rapporto dei costituenti dei farmaci, e una esatta metodica di preparazione degli stessi. Da non sottovalutare inoltre è la purezza dei vari costituenti: la mancanza di queste caratteristiche può influire sulle proprietà terapeutiche di un prodotto, che in taluni casi può risultare anche tossico. E’ necessario ribadire che il successo della Terapia Biologica, basandosi proprio sulla qualità dei farmaci, presuppone che oltre a clinici preparati, vi siano parallelamente farmacologi di grande livello professionale e morale. Non bisogna mai dimenticare che la malattia da curare non è banale, ma può essere mortale!