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Il Metodo Di Bella a confronto con le terapie oncologiche tradizionali

I principi della chemioterapia basano i propri presupposti sul blocco del meccanismo della replicazione di quelle cellule che possiedono come caratteristica una rapida moltiplicazione, quali le cellule neoplastiche.
Le medesime caratteristiche tuttavia sono proprie anche delle cellule prodotte dal midollo osseo (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine) le quali per effetto dei trattamenti chemioterapici vengono inevitabilmente distrutte: la dannosa conseguenza è la leucopenia, l’anemia e la piastinopenia.
La leucopenia porta come conseguenza alla somministrazione di una terapia antibiotica di protezione dalle possibili complicanze infettive.
L’anemia, oltre ad una certa gravità, necessita di una terapia trasfusionale.
La piastrinopenia, esponendo il paziente a possibili emorragie necessita di trasfusioni di pappe piastriniche.
Si aggiunga poi la nota grave tossicità dei diversi chemioterapici nei confronti del fegato, dei reni e del cuore. Inoltre, la tendenza della chemioterapia è quella di alterare profondamente la biologia della cellula tumorale, che diventa in tal modo estranea all’organismo e non più rispondente ai meccanismi fisiologici. La conseguenza è l’instaurarsi di una resistenza a qualsiasi trattamento farmacologico mirante a regolarne la crescita.
La terapia biologica secondo il Metodo Di Bella ha come fine quello di ripristinare l’equilibrio biologico dell’organismo, che è stato perso e che di conseguenza ha dato origine alla neoplasia.
La melatonina, ad esempio, è uno dei farmaci somministrati compresi nel protocollo e non è estranea all’organismo in quanto elaborata dalla ghiandola pineale come neurotrasmettitore avente la funzione di riequilibrare le secrezioni ormonali della parte anteriore dell’ipofisi ed in particolare i fattori di accrescimento.
Un altro esempio è rappresentato dalla somatostatina, ormone elaborato dall’ipotalamo che ha la funzione di contro bilanciare la formazione di somatotropina e quindi di rallentare la crescita cellulare e quella tumorale in particolare.
In sostanza il MDB ha come presupposto quello di ripristinare l’omeostasi dell’organismo, senza produrre la tossicità e i danni della chemioterapia e ristabilendo i normali meccanismi fisiologici.
Ciascuno dei componenti del MDB possiede meccanismi d’azione diversi che in sinergia tra loro realizzano al meglio quest’azione di riequilibrio della biologia dell’organismo.
Risulta quindi evidente che solamente se viene ristabilito l’equilibrio biologico, è possibile ottenere risultati razionali in campo oncologico.