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La Melatonina funziona e vi spiego perché e come

La scoperta della melatonina e delle sue funzioni è risultata essenziale nella terapia dei tumori, tanto che senza questa sostanza è difficile pensare di curare questo tipo di malattie. Come si è arrivati a questa affermazione?

Per capire questa realtà, è necessario rifarsi alla storia delle ricerche su tale sostanza.

La melatonina fu isolata nella ghiandola pineale per la prima volta da Lerner nel 1958 e successivamente negli anni 60 da Reiter. Entrambi giunsero alla conclusione che essa fosse responsabile del cambiamento del colore della pelle negli anfibi.

Vi risulta che noi umani cambiamo di aspetto passando dal verde di una selva al sole dorato di una spiaggia tropicale? Certamente no!

Allora dato che abbiamo in una zona del cervello la ghiandola pineale, che produce la melatonina e che non abbiamo i suddetti effetti, e che nulla nel nostro organismo è privo di funzione, sarà necessario capire cosa serve questa famosissima sostanza.

Negli anni 60 uno scienziato apparentemente molto modesto ma molto perspicace, più precisamente un Fisiologo, (professore di fisiologia che insegna il funzionamento degli organi agli studenti di medica), molto curioso e dotato di grande genialità, riuscì a spiegare la funzione della melatonina nel corpo umano.

Si trattava del prof. Luigi Di Bella cattedratico della disciplina di Fisiologia Umana all'Università di Modena.

La prima cosa che fu messa in evidenza era che questo neurotrasmettitore era responsabile della ritmicità del sonno e della veglia con la mediazione della retina. In altre parole la retina al crepuscolo dava un segnale al cervello, e più precisamente alla ghiandola pineale e questa cominciava a produrre melatonina, che induceva il sonno.

Già questo fu un grande passo per dimostrare che la ghiandola pineale non era inutile, ma aveva una funzione ben precisa.

Ma questo non bastava perché furono scoperte dallo stesso scienziato altri meccanismi di azioni estremamente importanti.

Evidentemente vi era qualche dipendenza del midollo osseo (organo che costruisce le piastrine) della produzione di questo neurotrasmettitore, ma quale?

Gli studi successivi hanno dimostrato che la via di trasmissione era la via ematica e la via nervosa: il Professore mise in evidenza le fibre nervose del midollo, attraverso le quali la melatonina trasmetteva il suo influsso verso i progenitori delle piastrine (megacariociti).

Non solo, ma anche i globuli rossi e i globuli bianchi erano controllati nella loro produzione.

La scoperta fu entusiasmante e fu materia di pubblicazioni su importanti congressi internazionali di Fisiologia.

L'episodio che determinò una svolta importante per l'applicazione pratica della Melatonina, fu quella di aver seguito e constatato la causa della morte di un bambino di sette anni affetto da leucemia per una emorragia cerebrale, determinata da una grave piastrinopenia.

La deduzione del Professore fu rapida e geniale: se con la melatonina si poteva agire aumentando il numero delle piastrine, questa sostanza si poteva usare come rimedio terapeutico.

E così cominciarono le sperimentazioni della melatonina in laboratorio sugli animali da esperimento affetti da tumori indotti e poté constatare la remissione della malattia.

La fase successiva fu la sintesi della melatonina con una procedura che risultò molto laboriosa per legarla con l'adenosina, una sostanza che aveva la proprietà di rendere la melatonina idrosolubile e quindi più facilmente assorbibile attraverso la membrana cellulare e la membrana nucleare.

Nessun effetto, a parte una colorazione scura delle unghie.

I primi risultati terapeutici ottenuti nelle malattia caratterizzate da un abbassamento del numero delle piastrine (piatrinopenie).

Con il progredire delle sue ricerche Di Bella poté dimostrare l'influenza della melatonina sul controllo della produzione di tutti gli ormoni e dei fattori di accrescimento.
In particolare i fattori di accrescimento sono gli ormoni che hanno la funzione di ricostruire tutto ciò che si consuma nel nostro organismo; senza questi ormoni noi moriremo.

Questa fu un'altra tappa estremamente importante per gli aspetti pratici dal punto di vista della terapia.

La melatonina infatti dimostrò la sua importanza essenziale nella cura dei pazienti affetti da tumore.

I fattori di accrescimento rappresentavano il fulcro di tutto il problema: se non vi era equilibrio tra produzione dei fattori di accrescimento con i meccanismi di controllo, scattava la malattia tumorale.

La somministrazione della melatonina nel paziente affetto da malattia tumorale, era in grado sempre di migliorare la situazione clinica e anche di ridurre o far sparire la malattia, a seconda degli stadi.

La scoperta del messianismo d'azione della Somatostatina, fu il passo successivo per la cura dei tumori.

La Somatostatina è un ormone prodotto dal cervello (a livello dell'ipotalamo), che funziona come freno per la produzione dei fattori di accrescimento.

Di Bella affermò che la Melatonina era importante nella cura dei tumori, ma meglio era associarla a tutti gli altri componenti della sua terapia, quali oltre alla somatostatina, i retinoidi, l'acido ascorbico, la vitamina D3, gli inibitori della prolattina e i condroitin-solfato.

I numerosi lavori scientifici del professor Luigi Di Bella sono stati convalidati da più di 160 pubblicazioni di altri autori di tutto il mondo.

In conclusione la Melatonina è stata la scoperta che ha rivoluzionato le acquisizioni sui meccanismi d'azione e sulla cura dei tumori e, come ribadì il Professore, non è proponibile pensare di curare queste malattie senza la melatonina.

Tratto da: Trentinolibero.it - 22 Gennaio 2018